Edificio C - Aversa (CE)

Questioni di facciata

OLTRE I VINCOLI DI UNA PREESISTENZA STRUTTURALE PER REINVENTARE UN MANUFATTO ARCHITETTONICO DI QUALITÀ, GRAZIE ANCHE ALL'ATTENTO RICORSO AI RIVESTIMENTI CERAMICI DELL'INVOLUCRO

AUTORE
Alfredo Zappa
FOTO
Mariano De Angelis
PROGETTISTA
Paolo De Michele, Gaspare Oliva, Nicola Pietrantonio
PIASTRELLE
COTTO D'ESTE

Un antico adagio popolare recita: ”L'averzano tene doie facce comme l'arco de l'Annunziata”. Facendo riferimento all'iconico complesso architettonico della città per bollare gli abitanti come menzonieri. In realtà analisi più recenti attribuiscono all'immagine scolpita sul portale del monumento, composta da una figura femminile dotata di due facce coronate, la raffigurazione simbolica della doppia virtù degli aversani nel saper discernere tra bene e male.
Ed è della virtù di saper lavorare sulla molteplicità delle facce, o meglio delle facciate, sovrapponendo quinte, forometrie, cromie, ombre portate e differenti vibrazioni materiche, come frammenti di una misurata complessità tesa a ricondurre la congiuntura di una critica preesistenza edilizia alla dignità architettonica, che ci parla l'interessante progetto sviluppato ad Aversa da Paolo De Michele, Gaspare Oliva e Nicola Pietrantonio dello studio Res_Architecturae.
Lo scheletrato in calcestruzzo armato di una costruzione interrotta, con i suoi pilastri e i suoi impalcati immodificabili, ha costituito la condizione invariabile attorno alla quale ripartire per dare forma, contenuto e valore aggiunto al manufatto, sia alla scala privata che a quella della qualità urbana. In questo senso un ruolo fondamentale ha svolto l'attento lavoro sviluppato attorno ai sistemi di partizione verticali interni ed esterni, intesi come elementi capaci di separare e al tempo stesso connettere i diversi piani di un complesso palinsesto architettonico.
Come spiegano gli stessi progettisti: ”Il progetto assume questi due aspetti, e il loro rapporto dialettico, come temi e li declina attraverso il dispositivo della doppia facciata, provando a rileggere alcune esperienze del Razionalismo Italiano. Una facciata interna sulla quale vengono ritagliate, quasi meccanicamente, le bucature per garantire un adeguato apporto di luce naturale agli ambienti retrostanti ed una più esterna che risponde alla volontà di costruire un fronte urbano compatto, capace di attestarsi come frammento di una cortina edilizia continua ideale.”
Un ruolo di primo piano nel sostanziare queste soluzioni viene assunto dalla scelta e dall'accostamento di differenti superfici materiche.
Il piano terra rivestito in lastre ceramiche ultrasottili di Kerlite 3plus Road della collezione Over di Cotto d'Este sottolineano gli architetti: ”Rappresenta l'attacco a terra dell'edificio, declinando il tema del basamento e rispondendo a una duplice necessità, da un lato la manutenibilità e dall'altro la riconoscibilità degli spazi commerciali. Il primo livello individuato dal colore bianco dell'intonaco si attesta come Piano Nobile ad uso residenziale e di piccolo artigianato. I due livelli si rapportano tra loro e con l'esterno del manufatto, tramite i quattro avancorpi rivestiti in Kerlite 3plus STEEL della collezione Colors, la quale, segnata orizzontalmente da profili metallici mette in luce le linee di forza e gli allineamenti compositivi del fronte”.
Grazie alla qualità espressa, il progetto è stato premiato con una menzione speciale nell'ambito dell'ottava edizione del concorso di architettura La Ceramica e il Progetto, promosso da Confindustria Ceramica, Edi.Cer. e Cersaie.

Piastrelle
Cotto d'Este Kerlite 3plus Road Over e Steel Color
Tipologia
grès porcellanato
Formati
300x100 cm
Caratteristiche tecniche
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3): conforme
Resistenza all’attacco chimico (ISO 10545-13): conforme
Resistenza all’usura e all’abrasione (ISO 10545-6): conforme
Resistenza al gelo (ISO 10545-12): conforme
Resistenza agli sbalzi termici (ISO 10545-9): conforme


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