Collegio universitario Renato Einaudi - Torino

Lunga vita al Collegio

UN APPROCCIO ALLA PROGETTAZIONE INTEGRALE, EMOZIONALE E CON UN'ALTA SENSIBILITÀ ALLA TUTELA DELL'AMBIENTE E ALLA VALORIZZAZIONE DEL PAESAGGIO, HA ACCOMPAGNATO LUCA MORETTO NEL LAVORO DI RECUPERO DEL COLLEGIO UNIVERSITARIO DI TORINO RENATO EINAUDI. UN EQUILIBRIO SAPIENTE TRA ARCHITETTURA E TECNOLOGIA MEDIATO DALL'UTILIZZO DI FINITURE E MATERIALI ELEMENTARI.

AUTORE
Donatella Bollani
FOTO
Luca Mascheroni
PROGETTISTA
Luca Moretto, MAT - Moretto Architettura
PIASTRELLE
MARAZZI

Luca Moretto, e il suo studio, sono abituati a lavorare sul patrimonio storico restituendolo alla contemporaneità. Tra le principali opere realizzate ricordiamo il recupero e l'adeguamento funzionale della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova e del Collegio San Paolo a Torino, il recupero e l'ampliamento della pinacoteca Accademia Carrara di Bergamo. Tra il 2011 e il 2015 lo studio ha lavorato della ristrutturazione della Sezione Po, l'ex sezione femminile, del Collegio Universitario di Torino Renato Einaudi. L'edificio sorge nella parte del centro storico di Torino che si è formata con l'ampliamento curato da Amedeo di Castellamonte nel 1673, la cosiddetta ”Città Nuova di Po”, appena dentro le mura, subito a ridosso dell'esedra della futura piazza Vittorio Veneto. Molte sono state le vicissitudini che hanno coinvolto gli spazi del Collegio: da magazzino regio del grano diventò caserma e poi collegio. Siamo, quindi, alla terza vita funzionale della fabbrica; o, meglio, considerando l'intervento di MAT, si può parlare di una quarta vita della fabbrica. L'obbiettivo del progetto è stato quello di riqualificare un edificio non più adeguato alla sua funzione, nel rispetto dei nuovi criteri del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in riferimento agli ”Standard minimi qualitativi e linee guida relative ai parametri tecnici ed economici” dei luoghi di studio, raggiungendo la certificazione internazionale del livello di sostenibilità energetico-ambientale degli edifici secondo la procedura LEED, mantenendo un approccio al contempo etico ed emozionale. Ampi e accurati gli interventi architettonici a supporto della sostenibilità: l'isolamento a cappotto, la sostituzione dei serramenti, il rifacimento della copertura con elevata riflessione solare, l'utilizzo di materiali basso impatto ambientale ed elevato contenuto di riciclato, o estratti, lavorati e prodotti a distanza limitata. La medesima attenzione è stata dedicata agli interventi impiantistici (utilizzo di apparecchiature sanitarie a basso consumo e di una pompa di calore geotermica associata a pannelli radianti e a sistemi di recupero del calore dell'aria, installazione di collettori solari per la produzione dell'acqua calda a uso sanitario e di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, corretta ventilazione degli ambienti e posa di sistemi di controllo e regolazione individuale dell'illuminazione e della climatizzazione da parte degli occupanti) che hanno concorso all'ottenimento della certificazione LEED Gold.
Trasparenza e colore sono alcuni degli elementi più caratterizzanti il progetto di riqualificazione e trasformazione. All'ingresso le pareti di vetro, a tutt'altezza, così come quelle ai piani delle cucine e delle sale studio, garantiscono una continuità visiva tra gli spazi interni.
Il colore identifica i singoli piani; dall'infrarosso del piano seminterrato, sino all'ultravioletto del sottotetto con i suoi nuovi abbaini, passando per il rosso, l'arancione, il giallo, il verde ed il blu.
Sulle pareti esterne, per ricordare l'antica destinazione a magazzini dell'edificio, una pannellatura in alucobond serigrafato riporta la texture di un campo di grano.
I materiali sono ”elementari”, come le finiture: i pavimenti sono di pietra di Luserna fiammata nelle scale e di grés porcellanato nei corridoi, nelle camere e nei locali comuni; cambiano i formati e i colori. Per le superfici ceramiche sono state scelte le serie Soho, Stonehenge, Treverk e Mabira Haya di Marazzi. Il disegno più complesso è quello dei rivestimenti dei bagni in monocottura, per i quali sono stati impiegati cinque formati in più colori, in combinazione con quelli di riferimento dei piani.

Piastrelle
Marazzi, serie Soho, Stonehenge, Treverk, Mabira Haya
Tipologia
grès porcellanato
Formati
30x60, 60x60, 30x120, 60x120 cm
Colori
Soho (Antracite), Stonehenge (Black), Treverk (Cappuccino) e Mabira Haya
Caratteristiche tecniche
Assorbimento d’acqua (ISO 10545-3): conforme
Resistenza all’attacco chimico (ISO 10545-13): conforme
Resistenza all’usura e all’abrasione (ISO 10545-6): conforme
Resistenza alle macchie (ISO 10545-14): conforme
Resistenza al gelo (ISO 10545-12): conforme

Certificazioni e premi
LEED


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